Società Cooperativa Sociale Delfino

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BILANCIO SOCIALE DEFINITIVO 2009


BILANCIO SOCIALE DEFINITIVO 2010

PREMESSA

La Cooperativa sociale “Delfino” ha adottato la Carta del Servizio nel rispetto del proprio standard di qualità ed in conformità con le indicazioni della legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” (art. 11 autorizzazioni ed accreditamento ed art. 13 carta dei servizi sociali) e del Regolamento della regione Campania n°6 del 18 dicembre 2006. La Carta del Servizio presenta nel dettaglio l’organizzazione dei servizi della Cooperativa ed è stata presentata ed approvata dall’ Assemblea dei Soci in data 16/06/2006. Essa ha validità triennale. Ogni anno è previsto un momento di revisione del suo utilizzo e della sua efficacia.

 
1. LA STORIA
La Cooperativa Delfino si costituisce il 21 Aprile 2006, la Società Cooperativa Sociale è retta da principi di mutualità con l’esclusione di ogni finalità speculativa. La Cooperativa nasce con l’intento di rendere concreto ed operativo il desiderio di diverse persone accomunate dallo spirito di servizio e di aiuto al prossimo. I dieci soci che la compongono hanno tutti alle spalle storie concrete di volontariato e di servizio nell’ambito dei minori. Forti di una lunga esperienza sono maturati in seno a Gruppi parrocchiali e Gruppi scout, che hanno permesso loro di vedere concretamente cosa e come c’è da “fare”. I soci stessi della Cooperativa sposano amabilmente la loro vita professionale con questa scelta di servizio, essendo loro ben distribuiti tra Terapisti della Neuro e Piscicomotricità dell’età evolutiva, laureato in Scienze Ambientali, laureati e laureandi in Psicologia, in Economia e Commercio, in Lingue e Letterature Straniere, Giurisprudenza, Economia Aziendale.
La Cooperativa aderisce nel 2007 al Consorzio “La Rada” che, a sua volta, aderisce al Consorzio Nazionale della Cooperazione di Solidarietà Sociale “Gino Matterelli” (CGM), ed a Confcooperative-Federsolidarietà.

 
2. MISSION DELLA COOPERATIVA
La Cooperativa Delfino si pone come mission lo sviluppo e la creazione di strutture residenziali e di aiuto ai minori che possano essere punti di riferimento e di azione concreta sul territorio.
La Cooperativa intende sviluppare nei prossimi 3 anni il progetto “Chicco di grano”, struttura residenziale a favore dei minori dai 6 ai 12 anni, e si propone, successivamente, di ampliare i suoi interventi nell’area riabilitativa di minori diversamente abili interessandosi all’intera fascia d’età 0 – 18 anni.
Immagina, inoltre, la creazione di laboratori ludico ricreativi anche all’aperto che permettano ai propri utenti l’apertura verso la realtà sociale lavorativa e non.

 
3. ORGANIZZAZIONE
La Cooperativa Delfino si pone come obiettivo la cura e l’assistenza dei minori coprendo l’intero arco d’età tra gli 0 ed i 18 anni. Suo oggetto sociale è quello di gestire Comunità Alloggio, Centri diurni e polifunzionali, Case Famiglia, Centri socio-educativi di accoglienza per minori e di sostegno per la famiglia, nella cura e nell’educazione dei figli, attività e servizi di riabilitazione.
 
 
4. SERVIZI E PROGETTI
Primo servizio della Cooperativa Delfino, è la comunità educativa di tipo familiare denominata “Chicco di grano”, struttura residenziale sorta a Salerno in via Rocco Cocchia, 173.La struttura ha una ricettività di 6 minori compresi tra i 6 e gli 12 anni, ambo sessi. Inoltre offre servizio diurno di assistenza e accoglienza a minori le cui famiglie abbiano necessità particolari.
 
- Offerta del servizio
 
La Comunità vuole offrire un contesto adeguato a rappresentare un riferimento sicuro, una presenza stabile dal punto di vista affettivo, realizzando un ambiente che offra esperienze di collaborazione, partecipazione e responsabilizzazione in un luogo che renda possibile la mediazione fra le istanze del fanciullo e quelle del mondo degli adulti.
L’inserimento del bambino/a nella Comunità educativa prevede “l’osservazione”, che diventa possibilità di profonda conoscenza sia delle abitudini acquisite che dei vissuti significativi rispetto alla situazione di separazione.
Tutto ciò avviene attraverso l’attenta organizzazione di un ambiente predisposto appositamente ad accogliere e stimolare il bambino. L’inserimento viene concordato con gli operatori sociali del territorio tramite una serie d’incontri atti allo scambio delle informazioni sul caso, sulle modalità collaborative ed alla conseguente formulazione di un progetto integrato. Inoltre il bambino può essere inserito e coinvolto in ulteriori ambienti educativi quali Gruppi Scout e/o Parrocchiali.
 
- Figure professionali
 
All’interno della comunità sono presenti cinque operatori che garantiscono, una presenza 24 ore su 24, con turni di 6 e 12 ore, con copertura notturna. Inoltre è presente una Assistente sociale per 6 ore settimanali, una psicologa esperta in età evolutiva per 6 ore settimanali ed un coordinatore per 20-25 ore settimanali.
Gli operatori affiancati dal coordinatore, avvalendosi del sostegno e della collaborazione dell’assistente sociale e dello psicologo, si riuniscono in equipe, al fine di monitorare settimanalmente il lavoro svolto.
Il gruppo degli operatori si avvale dell’intervento di un professionista esterno che svolge funzioni di supervisione, insieme al quale si rielaborano, grazie al diverso punto di vista, le situazioni di vissuto quotidiano con i bambini, i progetti educativi, e si affrontano problematiche relative alle dinamiche di gruppo.
5. METODOLOGIA
 
Il servizio di accoglienza mira a soddisfare un bisogno sociale di carattere generale, relativo agli interventi per migliorare la qualità della vita. Si possono individuare tre direttrici di intervento che mirano al soddisfacimento di tre bisogni specifici, che la normativa oggi in vigore tutela fortemente:
 
a) la tutela dello sviluppo armonico della personalità dei minori, prevedendone l’allontanamento dalla famiglia naturale quando necessario;
 
b) il sostegno alle famiglie in difficoltà dalle quali è stato allontanato il minore, intervento necessario in quanto la norma che prevede il rientro in famiglia, appena possibile, impone un aiuto alle famiglie per ridurre e superare le difficoltà che provocano il disagio socio-economico;
 
c) il supporto agli enti pubblici ai quali la normativa demanda la potestà d’intervento, che spesso hanno la difficoltà ad individuare strutture attrezzate nel territorio di riferimento dei minori.
 
Allo scopo di offrire l’opportunità di vivere esperienze di socializzazione più complete e di stimolare al meglio lo sviluppo psico-fisico, la propria creatività e fantasia, i bambini vivono in un ambiente familiare nel quale sono presenti “figure adulte” che garantiscono la loro crescita in un contesto sociale reale. Inoltre è possibile l’inserimento in gruppi Scout e/o Parrocchiali. Ciò garantirà processi di integrazione sociale e promozione di relazioni interpersonali, in modo che ogni bambino possa sentirsi a proprio agio e con un proprio spazio personale, per collocarsi ad un livello di maggiore autonomia personale e, soprattutto, per raggiungere un adeguato sviluppo caratteriale, intellettivo, sociale e motorio. La metodologia seguita dalla cooperativa è fortemente orientata alla persona; pone al centro della rete di servizi il soggetto-utente con tutti i bisogni di cui è portatore. L’obiettivo strategico si concretizza in un meccanismo che tenta di innescare un forte coinvolgimento della famiglia, del territorio, delle istituzioni. L’impostazione parte dall’assunto che l’utente che accede alla rete di servizi è portatore oltre che di bisogni educativi o riabilitativi propri, anche di un vissuto specifico e di una storia familiare e sociale; una tipologia di intervento efficace deve tener conto di tale vissuto e deve porsi al servizio dell’intera sfera di appartenenza del soggetto.
Attenzioni particolari vengono poste, quindi, come già detto, alla famiglia, al territorio di appartenenza, alle agenzie erogatrici di altri servizi, associazioni di volontariato e non.
Leva strategica vincente è la presa in carico del soggetto inteso nella sua globalità di relazioni e rapporti, evitando l’errore di creare isole felici, quasi fuori dal mondo, nelle quali far vivere un’apparente armonia inserita però in una situazione assolutamente disarmonica.
 
 
6. CRITERI DI AMMISSIONE AL SERVIZIO
La modalità operativa di presa in carico si snoda attraverso i seguenti passaggi: 
  • presentazione del caso da parte del Servizio richiedente alla Responsabile;
  • presentazione di documentazione scritta sulla situazione del minore;
  • presentazione del caso al Coordinatore interno dell'equipe ed all'equipe stessa per valutare l'inserimento;
  • incontro col Servizio richiedente per mettere a punto lo specifico Progetto Educativo Individuale;
  • richiesta della documentazione sanitaria, provvedimenti del Tribunale, autorizzazioni varie da parte della famiglia o di chi ne fa le veci.
 
Il Progetto Educativo che viene inizialmente formulato di concerto coi Servizi e con l'equipe della Comunità, viene verificato in itinere attraverso incontri periodici fissati coi Servizi richiedenti.
 
7. INDICATORI E STANDARD DI QUALITA’
 
Qualità Professionale
Indicatori
Standard
Formazione e aggiornamento
Tutti gli operatori svolgono un minimo di 50 ore di formazione all’anno e 30 di aggiornamento.
Continuità dell’assistenza
Il turn-over degli operatori viene misurato e monitorato periodicamente.
 
 
Qualità Educativo-relazionale
Indicatori
Standard
Valutazione della
domanda
 
Il servizio sociale richiedente invia una relazione sociale e psicologica sul minore e sul nucleo familiare.
Il coordinatore ed il responsabile fanno una valutazione iniziale della domanda di inserimento, avvalendosi di parametri definiti anche dagli ambiti territoriali.
Le domande accettate alla prima valutazione passano alla valutazione dell’equipe degli operatori.
Analisi della domanda
 
L’equipe della comunità effettua almeno due colloqui con il servizio inviante.
Se opportuno, la comunità effettua un colloquio con il minore e/o con i familiari.
Condivisione del
Progetto
 
Il progetto viene condiviso con il servizio inviante ogni volta che cambiano gli obiettivi e comunque almeno una volta ogni sei mesi.
Il progetto viene condiviso ogni settimana dall’educatore di riferimento e dall’equipe.
Informazione ed
Accoglienza
 
  • Esistenza di un regolamento della Comunità Educativa.
  • Esistenza di un regolamento della Pronta Accoglienza.
  • Presenza della Carta dei Servizi.
  • Progetto Educativo Personalizzato (PEP).
  • Questionario di valutazione del PEP al servizio inviante.
 
 
La Comunità – Qualità della struttura
 
Indicatori
Standard
Sicurezza
Rispetto ed applicazione integrale della legislazione 626/96.
Contesto ambientale
Ubicazione della struttura è centrale rispetto al contesto urbano di riferimento.
Contesto socio-culturale dinamico.
Condizioni igieniche
Rispetto normativa vigente.
Diversificazione degli spazi
Presenza di spazi interni differenziati secondo la normativa vigente.
 
9. VERIFICA
Allo scopo di realizzare valutazioni efficaci, ed un monitoraggio costante, il responsabile della qualità, i coordinatori, i dirigenti, utilizzano i seguenti strumenti di rilevazione:
 
  • diario di bordo di tutte le unità operative;
  • colloqui con gli utenti;
  • colloqui con le famiglie;
  • verifiche dei PEI;
  • verifiche periodiche sul funzionamento;
  • verifiche con i servizi sociali pubblici;
  • reclami e manifestazioni di (in)soddisfazione da parte di utenti, famiglie, committenti;
  • questionari di valutazione sulla qualità percepita somministrati a utenti, famiglie, committenti, operatori.
 
10. SODDISFAZIONE DELL’UTENZA
L’equipe di lavoro della Comunità educativa “Chicco di grano” garantisce la soddisfazione dell’utenza attraverso i seguenti assunti:
  • garanzia di trasparenza delle modalità di erogazione del servizio e di chiarezza delle informazioni fornite all’utenza, a tutela della partecipazione attiva della stessa;
  • attenzione alla continuità del servizio;
  • controllo della qualità percepita nei processi di programmazione ed erogazione del servizio.
 
11. SISTEMA DI RECLAMO
La Cooperativa ritiene sia importante dare la possibilità agli utenti di proporre delle osservazioni ed effettuare dei reclami al fine di migliorare ed ampliare il servizio offerto dalla stessa.
Per eventuali osservazioni e reclami è possibile contattare la Cooperativa sociale Delfino: all’indirizzo di posta elettronica coop.delfino@virgilio.it  al numero telefonico 089.9951419.
Il presidente della Cooperativa sociale Annalisa Palmigiano darà risposta tempestiva ad ogni eventuale reclamo, pervenuto alla direzione e/o presso la sede legale attraverso le modalità sopra esposte.

 

 




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